mercoledì 24 settembre 2014

Villa Reale di Monza


Dopo un lungo restauro finalmente la Villa Reale di Monza è stata aperta al pubblico.
Senza dubbio si tratta di un edificio con un alto valore storico e artistico ma non vedevamo l’ora di visitarla per soddisfare finalmente la curiosità di scoprire "com'è fatta dentro”! Vedendola spesso da fuori è una domanda che mi faccio da sempre!

La parte attualmente visitabile è quella del corpo centrale. Al piano terra ci sono la biglietteria, il book shop, la caffetteria e il ristorante e da qui si può accedere al parco sul retro della villa. Ma è al primo piano che inizia la visita vera e propria.
All’interno gli ambienti sono molto luminosi, con decorazioni ricche di dettagli e dai colori delicati che variano da un locale all'altro. Bellissimi lampadari in cristallo e grandi specchi arricchiscono le stanze degli appartamenti reali al primo piano e di quelli degli ospiti al secondo. L’atmosfera è raffinata e per niente pesante. Salendo all’ultimo piano si accede al belvedere dove, oltre al panorama sul parco, si può vedere la struttura imponente del tetto di cui è stato possibile mantenere alcune parti originali.



La villa è ricca di dettagli inaspettati che stupiscono e merita di essere vista anche in veste notturna, scintillante con tutte le finestre illuminate!

Per info:
www.villarealedimonza.it

mercoledì 17 settembre 2014

Grazzano Visconti: un tuffo nel medioevo

Le cose più belle di un viaggio sono le tappe intermedie prima della meta ed è in una di queste soste che ho scoperto con grande piacere Grazzano Visconti, poco fuori Piacenza.
Fin da subito l'arco di ingresso promette un tuffo nel passato ma solo varcandolo si scopre quanto sia realistica l'atmosfera medievale. Niente a che fare con ricostruzioni fantasiose in polistirolo! Un castello vero e un borgo fatto di case con balconcini, pizzi e merletti, edere ovunque a coprire i mattoni rossi, viali alberati, corti, fontane e negozietti.
Ed è grande! Più grande di quel che immaginassi! E… ci vivono dentro! Ovviamente è una meta turistica, animata da iniziative dedicate soprattutto ai bambini, ma l'atmosfera è affascinante per tutti!



Il borgo ruota attorno al castello che risale al 1395, quando Gian Galeazzo Visconti concesse alla figlia Beatrice il permesso di costruirlo. E' aperto solo in alcune occasioni ma visitabile con una guida.
All'inizio del '900 il conte Giuseppe Visconti decise di recuperare il castello ormai in rovina e trasformare le poche case cadenti in fascinose dimore medievali per dare una degna cornice al castello e per assicurare lavoro ai giovani con una scuola di arti e mestieri, laboratori e botteghe artigiane che crearono poi i presupposti per un'attività turistica.



Noi ci siamo fermati al mattino, grande parcheggio e tutto molto ordinato, a misura di famiglia. Durante il giorno si può visitare il borgo, pranzare nei ristorantini e farsi rapire dalle attività per i bambini ; )
Ritornando in serata verso casa, ci siamo fermati di nuovo per una cenetta all'aperto (salumi piacentini e gnocco fritto la fanno da padrona ma c'è molto altro) e l'atmosfera del borgo tranquillo che si illumina piano piano è stata magica. Consigliatissimo!

Qualche info:
http://www.grazzano.it
http://www.castellodigrazzanovisconti.it/ita/index.html

mercoledì 24 aprile 2013

Focaccia ripiena crudo e crescenza

Ed ecco la ricetta della super merenda della domenica : ) Facilissima e velocissima!

INGREDIENTI:
500 gr di pasta per la pizza
350 gr di crescenza
Prosciutto crudo
Sale
Origano
Olio di oliva

Dividete la pasta per la pizza in due parti. Stendete la prima metà in modo che risulti molto sottile, mettetela su una teglia ricoperta da carta da forno e salatela. Ricoprite con la crescenza e il prosciutto e pezzettini. Coprite con la seconda parte della pasta sempre tirata il più sottile possibile e chiudete bene le estremità per non far uscire il ripieno durante la cottura. Create dei piccoli buchi rompendo la pasta con le dita in modo che l'aria all'interno esca e non formi un vulcano o peggio ancora una bomba di prosciutto e formaggio hehehe Salate e cospargete con l'olio d'oliva. Se vi piace aggiungete anche l'origano. Fate cuocere per 20 minuti circa nel forno preriscaldato a 200 gradi e voilà! Merendissima per tutti!

Buon appetito!

venerdì 19 aprile 2013

Pasta fresca allo zafferano

In previsione di un weekend piovoso ecco un passatempo niente male ; )
Nei giorni prima di Pasqua, quando sulle riviste di cucina spopolavano ricette primaverili e dai colori pastello, mi son fatta prendere dall'entusiasmo e via con la pasta fresca fatta in casa! Tra i vari colori proposti ho scelto un classico giallo intenso ottenuto semplicemente con l'aggiunta di zafferano all'impasto. Come formato ho preferito i tagliolini, ma ovviamente potete scegliere quello che più vi piace, tagliatelle, pappardelle, chitarrine…

INGREDIENTI (per 4/5 persone)
400 g di farina 00
3 uova intere
2 bustine di zafferano
30 ml circa di acqua

La ricetta è semplissima. Sbattete leggermente le uova con la forchetta. Disponete la farina a fontana e versate al centro le uova. In un goccio d'acqua, circa 30 ml, sciogliete le due bustine di zafferano e unitele agli ingredienti. Lavorate l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso. Avvolgete la pasta nella pellicola trasparente e lasciatela riposare per 30 minuti. Nel frattempo… sfoderate la vostra macchina per la pasta e scegliete il formato che preferite!

Aiutandovi con la macchina, e un po di farina se necessario, stendete la pasta in sfoglie da 3 mm che userete infine per fare i tagliolini. Adagiate mano a mano i tagliolini su un piano o un vassoio, smuovendoli un po per separarli bene. Ed ecco pronta la vostra pasta allo zafferano! 

Se non la cucinate subito ricordatevi di coprirla con un asciugamano per evitare che secchi troppo… in ogni caso è pasta "fresca" quindi godetevela il prima possibile. Per la ricetta con cui cucinarla ne ho scelta una per niente dietetica ma che ci stava prooooprio bene: una bella carbonara! Successo assicurato! …da perfetta casalinga d'altri tempi ; )

Buon appetito!


mercoledì 17 aprile 2013

Narcisi

Vagabondavo solo come una nuvola
che alta fluttua su valli e colline,
quando a un tratto vidi una folla,
una schiera di dorati narcisi
lungo il lago e sotto gli alberi
una miriade ne danzava nella brezza.

Fitti come le stelle che brillano
e sfavillano sulla Via Lattea,
così si stendevano in una linea infinita
lungo le rive di una baia.

Una miriade ne colse il mio sguardo
i fiori si lanciarono in una danza gioiosa
lì presso danzavano le onde scintillanti,
superate in letizia dai narcisi;
un poeta non poteva che esser lieto
in così ridente compagnia.

Mirando e rimirando, pensai poco
al bene che la vista mi recava:
spesso quando me ne sto disteso,
senza pensieri, o pensieroso,
essi balenano al mio occhio interiore
che rende la solitudine beata,
e allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danzo con i narcisi.

William Wordsworth

martedì 12 febbraio 2013

Il linguaggio segreto dei fiori


"Non mi fido, come la lavanda,
Mi difendo, come il rododendro
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, lascio..."


Victoria ha paura: delle parole, degli altri, del contatto fisico, dei rapporti con le persone; di voler bene e essere amata.


Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra, fino ad incontrare Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori.

C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città sono il suo rifugio. I fiori sono l’unico modo per lei di riuscire a comunicare le emozioni. Attraverso il significato che esprime ognuno di essi Victoria comunica le sue emozioni più profonde. E presto, grazie a questo sua capacità, Victoria riesce a trovare lavoro come fioraia e i suoi fiori sono tra i più richiesti della città perché regalano felicità e emozioni.

E userà questa sua capacità anche per comunicare con l’unica persona che potrebbe rimarginare le ferite del suo cuore, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può prendersi cura di lei e aiutarla a farle risplendere di nuovo il cuore.

Un libro che lascia senza parole, che racconta una storia di coraggio e di speranza risaltando la forza dell’amore vero, quello imperfetto che dà senza chiedere.




“Quella sera Hazel avrebbe dormito per la prima volta con me. Le avrei letto una storia e l’avrei cullata sulla sedia a dondolo. Poi avremmo cercato di addormentarci. Forse mia figlia si sarebbe sentita intimorita e io inadeguata, ma ci avremmo riprovato, una settimana dopo l’altra. Con il tempo avremmo imparato a conoscerci e io avrei saputo darle – come ogni madre alla figlia – un amore imperfetto e senza radici.”




giovedì 7 febbraio 2013

Dalla parte di Bailey



“Immaginate un cane che non muore mai. Immaginate un cane che si reincarna in diverse vite e se le ricorda tutte.”

Questa è la storia di Bailey, un cane divertente e coraggioso, bastardino randagio nella sua prima vita, golden retriever nella seconda, cane poliziotto nella terza e labrador nero nell'ultima.

E’ proprio nella sua prima vita che Bailey incontra una persona speciale che gli cambierà ‘tutte le altre vite’, Ethan, il bambino, che tra mille avventure pericolose e commoventi vorrà ritrovare a tutti i costi.

E’ lui il motivo per cui vive, attraverso il quale con questa storia ci spiega il senso dell’amore, della fedeltà e della lealtà, tratti che rendono unici gli animali e li separano dall’essere umano.

Solo Bailey è capace di amare in modo assoluto e incondizionato il Bambino, senza chiedere nulla in cambio; l’importante è vedere la felicità nei suoi occhi. E’ infatti durante la sua terza vita che il cane, ritrovato finalmente Ethan, potrà portare a compimento quella che ha capito essere la sua missione: renderlo felice.

Leggendo il libro non ho potuto non ripensare ai diciassette anni passati fianco a fianco al mio cane: a quando correvamo da bambini in giardino, facevamo merenda insieme dividendo le brioches e le coppe del nonno e a quando nelle sere di solitudine si rannicchiava vicino al mio petto per farmi sentire tutto il suo calore.

Non ci avevo mai pensato..forse anche la sua missione era rendermi felice.. (oltre che ingozzarsi di prosciutto!) ed è per questo che quando stavo male mi faceva la guardia accanto al letto, mi difendeva dagli estranei e si faceva stritolare le orecchie e riempire di baci come un peluche! E quando gli parlavo delle mie cose mi guardava, piegando la testa a destra e sinistra come per volermi dire..’ti sto ascoltando’.

Si..mi rendo conto rileggendo ciò che ho scritto che per chi non ha mai avuto un cane sto straparlando..e non riesce a cogliere l’essenza che nascondono queste parole.

Mi ritorna in mente quando lessi il libro ‘Io e Marley’… un pianto unico! Forse perché il mio cagnolino se ne era andato da poco..e quel vuoto è rimasto per molto tempo!

Anche ‘Dalla parte di Bailey’ è un libro commovente, ma l’autore ha voluto dare maggiore risalto alla narrativa, alle avventure che Bailey attraversa e ai personaggi che incontra; comunque una storia che solo chi ha avuto la fortuna di trascorrere un pezzo della propria vita con una cane potrà capire.



lunedì 4 febbraio 2013

Un indimenticabile autunno d'amore




Era un po’ che non leggevo un libro così ..romanzo rosa! Una storia d’amore d’altri tempi.
Leggendo il titolo e guardando la copertina mi ricordava uno di quei romanzi harmony che leggeva mia nonna; e non ero certo convinta nell’iniziarlo.
Ma a volte un po’ per gioco e un po’ per noi ci si ritrova catapultati in una storia che non lascia spazio al fiato, e che ti fa corre fino alla fine.

Una commedia ironica, un pò particolare, che porta al sorriso e al batticuore, come solo le vere storie d’amore sanno fare.

In questo romanzo infatti troverete la storia di due ragazze, coinquiline per caso, che si conoscono all'inizio del romanzo e proprio la loro amicizia sarà la chiave per cambiare le loro vite, in quanto le avventure che capitano loro sono veramente singolari e dolci.

La cosa divertente e sorprendente è che gli avvenimenti che coinvolgeranno le due ragazze non sono niente che non abbiamo già visto nella nostra realtà: cercare per tentativi un ragazzo carino, dentro e fuori, non stralunato, con la ‘testa sulle spalle e con la voglia di una relazione anche solo lontanamente rispettosa.

Juliet e Floz, infatti, entrambe separate, sono alla ricerca di qualcuno che le possa amare per quello che sono anche se entrambe, non riuscendo a trovare l’anima gemella, si celano nella solita scusa banale del “si sta meglio da sole”.

E allora rincorrono amori impossibili: Juliet che fantastica su una relazione platonica con un avvocato che vede tutti i giorni ma che per lei è irraggiungibile e Floz, ancorata alle parole di un uomo mai conosciuto.

Ma nonostante facciano di tutto per non vedere l’amore vero Lui è lì, dietro la porta delle loro stanze. Steve e Guy – fratello di Juliet -, così rudi all’apparenza e diversi tra loro, non aspettano altro che dare tutto l’amore che hanno a queste due giovani donne, piene di paure e diffidenze.

Con queste due righe non è possibile descrivere tutte le sfaccettature del racconto. Ogni personaggio è il riassunto della sua storia e la bravura dell’autrice è quella di raccontare la sfera personale di ognuno senza perdere la trama della storia e tenendo vivace il racconto e la lettura.

Mi sono veramente piaciute le storie dei protagonisti di questo libro e non mi aspettavo di trovare una parte toccante con mistero e una parte ironica e realista. Trovo che sia un romanzo molto carino e consigliato a tutte le ragazze con un animo forte e sensibile, rude e romantico.

La lettura mi ha completamente assorta.. è stato uno di quei libri che non riesci a lasciare giorni sul comodino. Forse perché- in fondo - rincorriamo tutti il lieto fine.

lunedì 3 dicembre 2012

Aspettando il Natale


Come si dice… Non è importante la meta ma il cammino.

E' un po' presto per augurarvi buon Natale ma non per augurarvi di passare questi giorni di attesa nel migliore dei modi. Certo non si possono concentrare in un solo giorno tutte le emozioni che questa meravigliosa festa porta con sè: gioia, pace, serenità, famiglia, amore per lo stare insieme e per la propria casa. E allora cominciamo a viverle o riviverle da ora, godendoci i preparativi e facendo il punto della situazione.

Oggi è la prima domenica di Avvento e questa è la prima delle quattro candele che accenderemo insieme. Mancano 24 giorni a Natale, avete già iniziato ad aprire le finestrelle del calendario dell'Avvento? Mangiato i cioccolatini? Pensato con chi vorreste condividere il Natale e cosa augurare a voi stessi e alle persone che amate? No?!?! Bene… allora è il momento di cominciare!

Un bacio a tutti!
A presto!
Monica

lunedì 19 novembre 2012

Mr. Gwyn

Beh insomma… che mi piace Alessandro Baricco si era capito… : ) L'ultimo letto è Mr. Gwyn, storia di uno scrittore di Londra e della sua decisione, improvvisa e agli occhi di tutti un po' strampalata, di cambiare vita.

La prima metà del libro non è così scorrevole come mi aspettavo, ci vuole un po' di pazienza, ma pagina dopo pagina ecco nascere e delinearsi il mistero di Jasper Gwyn… una storia intricata di storie di altri che diventa sempre più incalzante fin quasi a mischiarsi con la vita reale.

[…] Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, siamo storie, disse Rebecca. Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c'è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori.
Riesce a capire?
No

Il prossimo libro sarà qualcosa di più leggero e frivolo ma ovviamente non potrò non leggere poi "Tre volte all'alba"… e chi ha letto Mr. Gwyn sarà sicuramente curioso quanto me.

Buona lettura.
A presto!
Monica

giovedì 15 novembre 2012

Biscottini morbidi alla marmellata

Avete presente quando in pasticceria vi portano, magari insieme alla cioccolata, quei biscottini friabili e burrosi che si sciolgono in bocca? 
Ecco… finalmente sono riuscita a rifarli a casa!

INGREDIENTI (per 25 biscotti circa)
100 g di farina
50 g di fecola di patate (o maizena)
100 g di burro
50 g di zucchero a velo
3 uova
Marmellata (Una non troppo dolce in modo che contrasti con il sapore dei biscotti. Io ho usato quella di arance, l'ideale sarebbe la marmellata di limone)
Zucchero a velo per spolverizzare
Un pizzico di sale

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Mettete le uova in un pentolino con acqua fredda, portatele a ebollizione e fatele diventare sode. Una volta pronte, sgusciatele e tenete solo i tuorli. Setacciate la farina con la fecola e un pizzico di sale. Aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero, i tuorli sodi schiacciati con la forchetta e lavorate velocemente il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgete l'impasto nella carta da forno e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti.

Preparate una teglia foderata con la carta da forno. Dividete l'impasto in tante palline della grandezza di una noce facendo un piccolo foro al centro profondo circa mezzo centimetro e man a mano disponetele sulla teglia.
Cuocete le palline in forno preriscaldato a 180° per 10-12 minuti. Toglietele dal forno e riempite velocemente i fori con la marmellata. Potete usare un cucchiaino o se siete più comode una siringa. Rimettete subito in forno e cuocete ancora per 10-15 minuti. 
A fine cottura i biscotti saranno ancora leggermente morbidi, raffreddandosi acquisteranno la friabilità che li rende irresistibili. 
Serviteli spolverizzati con lo zucchero a velo e… buon appetito!

A presto!
Monica

venerdì 27 luglio 2012

Oceano Mare

Ed eccomi qui, per la seconda volta, a leggere “Oceano Mare” di Alessandro Baricco, per me il miglior libro di sempre...

Un libro la cui trama cambia ogni volta che lo si legge e rilegge, cambia perchè cambiamo noi, nel tempo, con la vita che passa.

Oceano Mare forse non è un proprio un libro, è più uno specchio in cui guardarsi e riconoscersi per fare il punto. Tanti personaggi che pagina dopo pagina prendono forma, tutti legati fra loro dal mare e le cui sorti finiscono per intrecciarsi nella surreale locanda Almayer.  E tanto diversi sono tra loro questi personaggi che è impossibile non ritrovarsi in almeno una delle loro avventure. Storie di vite che ad un certo punto decidono di cambiare perchè...

[...] ...non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisgnava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai...

E allora si incontra il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con l’acqua del mare, la delicata Elisewin che cerca la salvezza nel mare e poi la trova, l’imprevedibile Padre Pluche che perdendosi trova la sua strada, Ann Deverià, Savigny, Adams, Dira e tanti altri, tutti in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare.

[...] ...un vecchio che si chiamava Darrel, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai che sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici.

Tante sono le parti che adoro in questo libro, ognuno, se vorrà, troverà le sue.
Un libro che non ti molla un attimo, come il mare, che non da certezze ma solo spunti, un libro semplicemente bello, da leggere e poi rileggere ogni volta che ci si vuole guardare un po’ allo specchio, così... per vedere se i capelli sono in ordine : )

A presto!!
Monica

mercoledì 14 marzo 2012

Le prime luci del mattino


"Nella vita ci sono attimi, istanti, frazioni di secondo in cui un “no” può diventare un “sì”. Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io."

Come sempre leggendo un libro in qualche modo ci si immedesima. A volte però non in un personaggio; magari in un luogo, in una situazione, o semplicemente in uno stato d'animo.
Perchè fondamentalmente quest'ultimo libro di Fabio Volo, "Le ultime luci del mattino", non mi è piaciuto come gli altri. La storia un pò troppo semplice, le descrizioni forse fin troppo esplicite e articolate.

Ma ricorda una di quelle storie che non nascono per raccontare qualcosa, che non servono per farti distrarre dalla realtà calandoti in un'altra. Al contrario è una di quelle storie che servono ad accendere il riflettore su di te; che, leggendola in un periodo della tua vita piuttosto che in un altro, offre sensazioni e spunti totalmente diversi.


"Concediti un errore: lo spazio di un errore è uno spazio di crescita"
"Mi chiedo se ci sia più peccato nel seguire quello che sento o nell’ipocrisia di vivere ciò che non sono"

Già..probabilmente rileggendo il libro tra qualche anno verrò attirata da altri particolari.
E questo mi fa capire anche come spesso non sono gli altri che si trasformano, ma è semplicemente la mia prospettiva che cambia insieme a me.

ok ok..la smetto! può sembrare un post delirante questo!

Diciamo che, anche se non metto questo libro tra i preferiti, ha comunque acceso una lampadina in più in me. E poi quando i pensieri iniziano a prendere il volo..è difficile farli fermare su un foglio o su una pagina internet!

Per questo consiglio Fabio Volo..lui è uno di quelli  capaci di stampare nero su bianco ciò che sente, o che i proagonisti provano. Se volete un consiglio per iniziare..beh! "E' una vita che ti aspetto" (2003), "Il giorno in più" (2007), "Il tempo che vorrei" (2009).

Adesso mi sono tuffata nella lettura di "E la chiamarono due cuori" di Marlo Morgan...

Vi farò sapere!

carol

mercoledì 29 febbraio 2012

I Love Italy

Con il tempo si impara che l'amore e la vita in generale sono come una ricetta di cucina. Ci vogliono sempre gli ingredienti giusti e soprattutto bisogna trovare l'equilibrio fra quei pochi sapori base che sono tutto: un po' di dolce, un po' di salato, a volte anche l'amaro, l'acido (per noi donne) e un'immancabile pizzico di piccante...

Storia vecchia questa, ma ogni volta che trovo un libro che ne parla mi ci butto! Innamorata de "L'ultimo chef cinese" di Nicole Mones, quando ho visto "La scuola degli ingredienti segreti" di Erica Bauermeister l'ho subito comprato. Chi ha frequentato un corso di cucina o un corso in generale si ritroverà immerso senza fatica fra gli allievi della scuola, ognuno con la propria storia che si intreccia magicamente con quella degli altri, in cui ognuno può essere come gli pare (tanto non mi conosce nessuno) e in cui gli ingredienti "segreti" della cucina "italiana" di Lillian regalano sapori che rallegrano e curano l'anima.

Bene! Il libro è molto carino ed è perfetto per i momenti di relax. Ma pagina dopo pagina il fastidio per ciò che gli stranieri credono sia la cucina italiana saliva e saliva e saliva… Non so voi ma personalmente non mi sognerei mai di fare soffriggere un intero dado di carne nell'olio di oliva per fare il sugo! Nell'olio si fa soffriggere la cipolla, si butta il pomodoro, un pizzico di sale e il basilico, e il gioco è fatto! E dal soffritto son partiti mille pensieri e riflessioni… Ogni paese ha aspetti belli ed aspetti brutti. Ad ogni paese si invidia qualcosa che non si possiede a casa propria. Io ad esempio sogno i paesi del nord Europa. In un momento come questo, con la crisi economica e quello che ci circonda, abbiamo a che fare solo con gli aspetti più scomodi dell'Italia. Siamo pieni di drammi, senza soldi e i pochi che ci sono li gestiscono "all'italiana". Ma non c'è solo questo! Abbiamo una ricchezza che pochi hanno, una storia antica che ci ha regalato valori e tradizioni ineguagliabili! Quando vedo che qualcuno riconosce come meravigliose cose che mi appartengono da sempre e le vuole per se, magari pure per farci i soldi, mi si riaccende l'orgoglio dentro! Perché queste cose le vuole per se?! Sono mie da sempre! Perché per me non sono più così importanti? Certo, perché abbiamo altro a cui pensare ora. Ma ci sono! Ci sono anche queste! Avete mai guardato "Cucina con Buddy"? Il Boss delle torte alle prese con le ricette della nonna italiana che chiude ogni ricetta dicendo "ahh… questa è la vera cucina italiana"! Rabbrividisco! E la cucina è solo un esempio di tutto ciò che all'Italia viene invidiato.

Anche questa è una storia vecchia, qualcosa che tutti sanno ma che forse ogni tanto è bello ricordarsi. Quindi oggi, in questo 29 febbraio, un giorno che quasi non esiste, mi piacerebbe smettere di far l'eco alle notizie catastrofiste e limitarmi a guardare solo le cose belle. Solo per oggi, se volete, per ricaricarci con un po di orgoglio e di fiducia!

Mi scuso se a qualcuno ho dato fastidio ma questo sfogo mi ci voleva. Tanto oggi è il 29 febbraio… domani potete dimenticarvene… oppure godervelo!

Alla fine, in questo libro, ho trovato comunque il mio ingrediente segreto…
Vi saluto come fa ogni tanto la mia vicina americana… "hhh voi non capite… la vera America ce l'avete qui…" Cosa vorrà mai dire lo sa solo lei, da americana!

Vi voglio bene! A presto!
Monica
 

mercoledì 15 febbraio 2012

Torta Cioccolatino

Per gli amanti del cioccolato come me ecco una torta che vi farà leccare i baffi!!

INGREDIENTI:
200 gr di cioccolato fondente
200 gr di zucchero a velo
100 gr di burro
4 uova
una bustina di vanillina
20 gr di cacao amaro
un pizzico di sale

Tritate finemente il cioccolato, unitelo al burro a pezzetti e, mescolando, fate sciogliere a bagnomaria. Lasciate intiepidire.
Nel frattempo unite ai tuorli lo zucchero a velo e la vanillina e lavorateli con la frusta in modo da ottenere un composto chiaro e spumoso. Amalgamate il cioccolato fuso alla crema di tuorli e mescolate bene.

Montate gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale e delicatamente uniteli alla crema mescolando sempre dal basso verso l'alto.  Foderate con della carta da forno bagnata e ben strizzata una teglia da 24 cm circa. Versate il composto nella teglia e cuocete la torta in forno a 180° per 20 minuti. Fate raffreddare e poi sformate la torta. Vi consiglio di usare una teglia con il bordo apribile in modo da non doverla capovolgere per metterla nel piatto. Sopra la torta si formerà infatti una sottile e invitante crosticina al cioccolato che sarebbe un peccato rovinare! : ) Per decorare spolveratela con il cacao amaro e buon appetito!

A presto!
Monica
  

domenica 5 febbraio 2012

Torta fredda ai due budini

Ecco qui una ricetta semplice e veloce ma mooooolto golosa!!! è un dolce freddo quindi non ha bisogno di essere cotto e non si rischiano carbonizzazioni!!!!!
Occorrente: 1 busta di preparato per budino al cioccolato (tipo cameo); 1 busta di preaparato per budino alla vaniglia; caffè (caffettiera da 6 tazze); un pochino di rum; savoiardi (circa 300 gr. a seconda degli strati che volete fare); una pirofila rettangolare.
Iniziate facendo il caffè; quando è pronto versatelo in una bacinella, aggiungete un pochino di rum e fatelo raffreddare. Nel frattempo preparate il budino al cioccolato, versatelo in una ciotola e lasciatelo intiepidire; preparate anche quello alla vaniglia e mettetelo in un'altra ciotola lasciando intiepidire anche questo.
Bagnate velocemente i savoiardi nel caffè senza inzupparli troppo e metteteli nella pirofila facendo un primo strato (tipo tiramisù); versateci sopra il budino al cioccolato e livellatelo bene con una spatola.
Fate un secondo strato con i savoiardi e ricopriteli questa volta con il budino alla vaniglia.
Se volete potete continuare gli strati sempre alternando i due budini... dipende un pò dalle dimensioni della pirofila!
Mettete il vostro dolce in frigor per un paio d'ore e servite freddo!!!!

lunedì 23 gennaio 2012

Appena fuori da Reggio Emilia...

Oggi vi parlerò del buon cibo dell'Emilia e della buona compagnia che lo ha reso ancora più memorabile. Questo week end infatti lo abbiamo trascorso in un paesino appena fuori da Reggio Emilia, in compagnia degli amici dell'XTerra Family.

Durante il viaggio ci ha fatto compagnia l'immancabile nebbia ma siamo arrivati puntuali per l'aperitivo a casa di Silvia, che ci ha ospitati nella sua bellissima casa di Quattro Castella. La lunga tavolata era già pronta e la stufa accesa ci ha fatto compagnia per tutta la serata. Mai mangiato così tanti dolci tutti insieme!

La zona intorno a Reggio Emilia offre molte occasioni agli amanti dello sport che, a piedi o in bicicletta, possono seguire i percorsi che si snodano fra le colline.
Così, la mattina della domenica, i più sportivi hanno smaltito le calorie in eccesso con una bella corsetta guidati dal piccolo/grande Nicolò e il mitico Macchia. Gli altri, il più tranquilli, si son goduti la pace delle vie del paese passeggiando fino in centro con la scusa di un caffè, pregustandosi il momento clou del week end: il pranzo in agriturismo!

Dopo un breve tragitto in macchina che ci ha mostrato colline, viali alberati e casali siamo arrivati al ristorante ""Il Mandarein".
L'antipasto a base di salumi e gnocco fritto ci è piaciuto così tanto che abbiamo chiesto il bis. Non sapevamo però quanti tortelli ci avrebbero portato dopo! Tortelli alle erbe, tortelli agli asparagi e ovviamente tortelli di zucca. A seguire i secondi, con la faraona, il cinghiale e il capriolo, per finire con gli immancabili dolci!

Prima di rientrare abbiamo fatto una sosta all'Azienda Agricola Montebaducco, il più grande allevamento di asini in Europa! Più di 700 asinelli di razze diverse tutti insieme. Il loro inconfondibile profilo animava l'intera collina sovrastante. Carinissimi!

 


Sazi e contenti siamo poi tornati alla base per gli ultimi saluti e il rientro in Brianza.

Grazie per l'ospitalità a Silvia, Nicolò e Macchia! Un abbraccio a tutti quelli che ci hanno fatto compagnia durante questo week end!
A presto!
Monica
 

giovedì 19 gennaio 2012

Terme di Bormio e Santa Caterina Valfurva

Che bello sentirsi a casa… anche se non si  è esattamente a casa propria!
E' così che ci sentiamo quando riusciamo (finalmente dopo tanto tempo) a fare un bel week end a Santa Caterina Valfurva, nel Parco Nazionale dello Stelvio.

La prima tappa del nostro mini-viaggio tutto coccole e relax, è Bormio, pochi km prima di Santa Caterina, dove ci piace immergerci nell'atmosfera ovattata delle terme dei Bagni Vecchi. Adoro lo scricchiolio confortante del legno delle saune, il caldo che ti avvolge in ogni luogo in cui entri, le tisane, i profumi di lavanda, fieno e agrumi, le grotte della parte più antica e soprattutto guardare dalle finestre un paesaggio incantato, coperto di neve bianca e sofficissima. Lo stesso paesaggio che ti meraviglia dalla vasca all'aperto, mentre il vapore sale e scende la neve…

Quando la fame chiama però un bel giretto in paese è l'ideale per pranzare e guardare le vetrine. Dopo di che via verso Santa Caterina e l'Hotel Abete Blu dove la sua grande famiglia ci accoglie come sempre calorosamente. L'atmosfera è davvero quella di casa e l'hotel è a misura di famiglia. La cucina tipica è ottima e si respira tradizione e allegria.
Dopo cena una bella passeggiatina in paese a godersi la vista delle luci natalizie nella neve e poi di corsa davanti alla stufa del bar per quattro chiacchere prima di andare a dormire sospirando… hhh come si sta bene qui!

I due giorni successivi li abbiamo dedicati all'avventura con le ciaspole. Ci sono diversi percorsi molto belli per chi non ama necessariamente sciare.
Il sabato siamo saliti con la funivia al rifugio Sunny Valley e dopo un bel giro in mezzo alle montagne innevate ci siamo premiati con un buon piatto di pizzoccheri! Me lo sono proprio meritato! La domenica invece un più dolce giro per "Il percorso dei fiocchi" che costeggia la pista di sci di fondo e attraversa boschi di pini e distese di neve.

Purtroppo il sole non ci ha fatto grande compagnia questa volta ma la neve… beh quella si! 
In ogni caso… prossimo ritorno in primavera per dedicarci alle baite, e alla buona cucina!

Vi racconterò tutto!
A presto!
Monica
 

martedì 17 gennaio 2012

I LOVE KINSELLA!


"Cosa faccio senza il mio telefonino?
Come faccio a funzionare?
Il mio unico impulso è mandare un sms a qualcuno e scrivere: “Ho mio dio! Ho perso il telefonino!”, ma come posso farlo senza uno stramaledetto telefonino?
Il cellulare è tutto per me. I miei amici. La mia famiglia. Il mio lavoro. Il mio mondo. TUTTO."


Protagonista del romanzo è Poppy Wyatt, una fisioterapista con un problema di “vitale importanza”: ha smarrito il suo anello di fidanzamento, un cimelio di famiglia molto antico e di un valore inestimabile. Dopo una serata con le amiche e dopo l’inevitabile prova dell’anello da parte di tutte loro è bastato solo un attimo di distrazione… un attimo di caos ed ecco che l’anello non si trova più!

E cosa c’è di peggio che perdere il cellulare nella stessa sera?!

Ma questo è tutto ciò che scriverò della trama! Perché il bello dei libri di Kinsella è entrare pagina dopo pagina in un mondo parallelo, che a volte (o spesso) si incrocia con la nostra realtà. E allora diventa facile e divertente anche immedesimarsi con i protagonisti, mettersi alla prova in situazioni strampalate e surreali, o forse troppo vicine al nostro mondo!

Come per tutti i racconti di Sophie Kinsella (memorabili sono la serie di ‘I love shopping’, ‘Sai tenere un segreto’, ‘La ragazza fantasma’) ho divorato la storia affezionandomi alla protagonista. E sì… perché al centro di tutti i racconti c’è sempre una giovane donna, con i suoi pregi e i suoi difetti, una ragazza normale con i problemi di tutte le ragazze normali..

Ed è proprio qui la bravura della Kinsella: raccontare storie giornaliere, di donne comuni di cui ognuna di noi può trovare una rassomiglianza, con un modo genuino, senza forzature, regalandoci anche momenti davvero esilaranti.

E l’autrice con il suo stile vivace, sottile e dall’humor inglese permette un assoluto momento di spensieratezza!

Una lettura quindi assolutamente consigliata a tutte le giovani donne in cerca di un ‘frizzante’ relax! E magari anche a tutti gli ometti che vorrebbero cercare di capire le sottigliezze della mente femminile..

Carol

giovedì 12 gennaio 2012

Torta a due piani con copertura al cioccolato

Eccola qui! La torta per il mio compleanno!
Li avete riconosciuti? Certo! Sono i fiorellini di zucchero che vi ho mostrato nel mio ultimo post. Dopo aver preparato le decorazioni serviva una bella torta su cui applicarle, così ho colto l'occasione per provare a realizzare la mia prima torta a due piani!

In quanto casalinga moderna ammetto di aver utilizzato un preparato per torte già pronto. Ma Carolina non mancherà di regalarvi ottime ricette! In ogni caso ho utilizzato il preparato "Torta degli Angeli al cioccolato" di Paneangeli (sooooffice!) ma voi potete realizzare la torta che più vi piace!

OCCORRENTE:
- due teglie per torta con diametri differenti
- stecchini per spiedini
- disco di cartone per torte
- griglia del forno a microonde (quella con i tre piedini che c'è nel microonde)
- una spatola
- carta da forno

INGREDIENTI PER LA COPERTURA AL CIOCCOLATO
- 300 gr. di panna fresca
- 370 gr. di cioccolato fondente
- 180 gr. di miele millefiori

Per prima cosa ovviamente dovrete preparare le due torte, una più piccola dell'altra.
Io ho utilizzato una teglia da 32 cm e una da 15 cm. Le dosi della copertura al cioccolato vi basteranno per una misura simile.

Per la copertura spezzettate il cioccolato e mettetelo in un contenitore di acciaio (o in una pentola). Fate poi bollire a parte la panna e versatela sul cioccolato. Mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno in modo da far sciogliere bene il cioccolato, poi aggiungete il miele, mescolate di nuovo e lasciate raffreddare un po'.

Ritagliate un disco di carta da forno 2/3 cm più largo della torta più grande. Disponete sul tavolo una teglia da forno. Sopra mettete la griglia del microonde e sopra ancora la carta da forno e la vostra torta. Versate parte della crema al cioccolato sulla torta, nel centro, poi muovetela delicatamente aiutandovi con la griglia in modo da far scivolare il cioccolato in tutte le direzioni e coprire l'intera torta ed i suoi lati. Vi sporcherete un po le dita ma… davvero buona! Rimuovete la torta dalla griglia aiutandovi con la carta da forno e appoggiatela sul piatto di portata. Con la spatola recuperate il cioccolato rimasto sulla teglia.

Ritagliate il disco di cartone della stessa dimensione della torta più piccola e metteteglia sopra. Ricoprite anche questa con il cioccolato. I due piani della torta sono pronti, ora li assembleremo!

Prendete gli stecchini e ricavatene 4 pezzi alti quanto la torta che starà sotto. Infilateli nella parte centrale della torta formando un quadrato. Questi stecchini serviranno a sorreggere il piano superiore che altrimenti schiaccerebbe la torta sottostante. Appoggiatevi sopra la torta più piccola con il suo disco di cartone ed ecco fatto!

A questo punto decorate a piacere con fiori di zucchero, ghiaccia reale, zuccherini e confetti colorati… E se non sarà la torta per un compleanno sarà sicuramente per un'occasione speciale!

A presto!
Monica